FIRST, il primo ep di Turco

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categoria: Putsch! Records

Ciao Chiara, è appena uscito il tuo debut album su Putsch Records, che appunto si chiama “First” e che hai firmato come TURCO. Ci vuoi parlare delle cinque tracce contenute nell’EP ?

chiara shoot 01First” è un EP elettronico che conserva sonorità acustiche. Mi piace contrapporre strumenti appartenenti a generi diversi e sperimentare nuovi incontri tra musica e testi. Le tracce infatti hanno un elemento comune: da un’esperienza negativa, un vissuto, si passa a qualcosa di positivo che in “I’m learning to fly” consiste nello staccarsi da qualcuno che ti lega i piedi a terra, in “You Know” è invece la ricerca di se stessi per riuscire a risalire… Per descrivere questo passaggio uso spesso metafore ricche di elementi naturali, come in “Petals of Joy”.

 

Vorremo sapere di più sul tuo uso delle loopstation e di come concepisci i tuoi brani.

I loop sono sicuramente la partenza, ciò che da inizio alla mia creatività. Tutti i brani sono nati da un loop, di voci o di strumenti, sui quali, lavorando con Alberto Dati, abbiamo aggiunto synth ed electronics. Oltre che ad essere un modo diverso di costruire una canzone è anche molto molto divertente e poi ti permette di scoprire sonorità nuove in ogni istante.

 

Sappiamo che stai lavorando al tuo live. Ci descrivi cosa possiamo aspettarci dal vivo? Ci sono differenze con l’album?

Il live sarà esplosivo. Abbiamo intenzione di veder saltare tutti sotto al palco. Oltre che ad essere “nuovo” dal punto di vista del suono (le tracce saranno un po’ diverse dall’album) stiamo cercando di creare qualcosa di molto visivo, quindi colori, effetti, luci… un po’ come ascoltare e guardare il pezzo che stiamo suonando.

 

Il tuo rapporto con la natura è profondo e indissolubile. Ci vuoi spiegare come questo apporto influisce sulla scrittura della tua musica?

La natura è l’unica cosa che l’uomo non può ostacolare per quanto intelligente. Sia in positivo che in negativo la natura se la ride davanti a quello che la gente combina sulla terra. E poi è bella! Nei miei testi è sempre presente con elementi che metaforicamente associo ad altro: in Petals of Joy immagino che tutti noi, singoli, siamo dei petali di uno stesso fiore quindi mi riferisco a come possiamo davvero cambiare le cose e realizzare qualcosa di bello se ci uniamo e camminiamo verso lo stesso obiettivo.

 

Sei molto giovane, quindi con te viene quasi naturale parlare di futuro. Che progetti hai? Che possiamo aspettarci dal prossimo album di Turco?

Non smetto mai di scrivere, non smetto mai di suonare. Adesso abbiamo voglia di andare in giro e portare First da tanta gente. Ogni giorno nascono nuove idee e credo che presto arriverà qualcosa di nuovo, forse entro la fine di quest’anno, ci auguriamo!

grafica TURCO

Il singolo scelto dall’album è “Petals of Joy”, per il quale è stato girato un video. Ci spieghi l’idea di fondo del visual e di come interagisce con la musica?

Petals of Joy, “petali di gioia”. Quando si pensa ai petali si pensa ad un qualcosa di molto colorato ed è questa la caratteristica principale del videoclip. Colori ed astrazione. La protagonista del video vivrà in una situazione inusuale, quasi impossibile da vivere dove potrà scatenarsi e dare sfogo a tutto quello che le passa per la testa in quel momento. E’ un’immagine di spensieratezza, lontana quindi dalle difficoltà di ogni giorno. Nel testo parlo di come sia difficile immaginare che sulla stessa terra si vivano contemporaneamente due situazioni così opposte, il buio e la luce, ed è questo l’impatto visivo che il videoclip vuole mostrare.

“First” si può ascoltare e acquistare qui.

 

 

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