Registratore a bobina e Daw parte 2

data:

categoria: blog

In questa seconda parte parleremo di come usare un registratore a bobina per creare un tape delay o per sfruttare alcune caratteristiche dei registratori d’epoca. Nella prima parte abbiamo cercato di capire come implementare un registratore a nastro per sfruttare la coloritura analogica del nastro e dei preamplificatori. In questa seconda parte cercheremo di capire come fare per ottenere alcune sonorità ricercatissime, eppure alla portata di tutti.

Registratore a bobina come tape delay

albertodati-roland-spaceechoChiunque abbia anche solo un po’ di pratica con la produzione musicale conosce e sogna di avere un Roland Space Echo, un Copycat o un altro delay a nastro degli anni ’60, magari anche un Davoli. Un qualunque disco dub registrato in Jamaica tra gli anni ’60 e ’70 è letteralmente zeppo di Roland Space Echo usato spesso in maniera molto creativa. Ma con un registratore a bobina è possibile ottenere più o meno lo stesso risultato a prezzi molto inferiori (tenendo conto che un Roland in buono stato può arrivare a 2000 €). L’unica condizione necessaria è che il registratore abbia la possibilità di selezionare il monitoring della fonte (“source”) o del nastro (“tape”). In sostanza il procedimento è estremamente semplice: si tratta di lanciare una registrazione su nastro e monitorare entrambe le uscite – source e tape. Il ritardo tra la testina di riproduzione e quella di registrazione è appunto il delay di cui andiamo in cerca. Tale ritardo è dovuto alla distanza che intercorre tra le due testine di PLAY e REC, e può essere aumentato o diminuito agendo sulla velocità del nastro (solitamente 7,5 e 15fps) o sul pitch. In questo modo aumenteremo o diminuiremo la velocità dello scorrimento del nastro sotto le due testine, agendo sul time del delay.

 

WOW che FLUTTER !

SONY DSCUn altro modo per ottenere risultati inaspettati con un registratore a bobina è quello di agire semplicemente sul controllo del pitch in fase di registrazione. Penso ad esempio a una synth line o ad una traccia vocale che abbia bisogno di un po’ di chorus naturale. L’unica cosa da fare è quella di collegare un’uscita della DAW ad un line-in del registratore a bobine e registrare una traccia, poniamo di voce. Mentre la voce scorre, si agisce leggermente e in modo continuo sul pitch del nastro, in modo che la fase risulti continuamente modificata. Quindi si riacquisisce il nastro nella DAW e si sommano i due canali, quello registrato su HD e quello registrato su nastro con le micro-variazioni di pitch. A ciò si aggiungeranno le imprecisioni nel trascinamento tipiche dei registratori non professionali (wow e flutter, appunto), che già di per sè costituiscono un mondo completamente nuovo per chi è abituato alla precisione matematica di una registrazione su hard disk.

Conclusioni

In sostanza, un vecchio e putrescente regitratore a bobina dimenticato in cantina può essere implementato in un moderno project studio senza troppe difficoltà. L’unica avvertenza è che impegnarsi con un registratore a nastro è peggio che impegnarsi con una fidanzata: sono necessarie ore di attenzioni, cure e amore tipiche di un’epoca che non esiste più. Processo oltretutto molto istruttivo, per capire quanto fosse manuale e artigianale lavorare su nastro analogico; e per capire anche il perchè nessuno – in fondo – rimpianga il tempo in cui tutte le session si stampavano su nastro magnetico.

Altro sull'argomento:
  1. Maggio 2015 – “Listen Now” ep now out!
  2. Fade “Infinite” live video
  3. 995 – Into the Unknown ep
  4. Come usare un registratore a bobina con la tua DAW
  5. Fade – Infinite ep
Lascia un tuo commento