Gli audio plugins sono solo marketing

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Quanti plugins hai nella tua DAW preferita? Quanti produttori conosci? Waves, IK-Multimedia, Slate Digital, UAD, Tokyo Dawn, PSP, MoDSP, Metric Halo, Arturia, Blue Cat, Flux, Sonnox, Voxengo… Potrei andare avanti per una settimana. Ma ci servono tutti? Ognuno di loro fa una cosa diversa, possiede una caratteristica personale, o stiamo lentamente diventando schiavi di una Gear Acquisition Syndrome passata dall’hardware al software? Le case produttrici conoscono bene la tendenza dell’utente ad accumulare, a non sentirsi mai soddisfatti dei propri risultati: e su questo insistono, per indurci a comprare l’ultimo prodotto, l’emulazione più in voga, la GUI più figa del momento.

Proviamo a capirci qualcosa.

Plugins vs hardware

 

albertodati-protools-mixer

Non voglio entrare nell’eterna diatriba tra digital vs analog e via dicendo, che mi sembra sterile. Però penso sempre che anche in uno studio high-end di vent’anni fa, la scelta tra compressori, equalizzatori e processori di segnale era limitata. A meno di essere Chris Lord-Algie, nessuno aveva 25 compressori tra cui scegliere. La stessa cosa dicasi per gli altri processori ed effetti. Non vedo perchè nel mondo del digital sentiamo il bisogno di avere 30 tipi di compressori, tutti i modeling disponibili, 20 tipi di delay, diversi limiter, riverberi di tutti i tipi. La nostra musica non migliorerà perchè abbiamo tante opzioni. Anzi, è cognizione acquisita che avere troppe opzioni non espande la nostra creatività, ma la limita.

 

Una via d’uscita

A mio parere, l’unica via d’uscita possibile dall’accumulo insensato di plugins (e dal conseguente esborso di soldi per acquistare le licenze) è semplicemente rendersi conto che i compressori che abbiamo sono già sufficienti. Non serve a nulla avere 7 tipi di delay, ne basta uno, e molto probabilmente quello stock che già trovi nella tua DAW fa tutto ciò di cui hai bisogno, dallo slapback alla Elvis ai delay di Gilmour e Richie Hawtin. In più, lavorare solo con stock plugins è molto più divertente e creativo, perchè per arrivare al suono che abbiamo in mente sarà necessario smanettare, fare patch creative che saranno senz’altro più personali e uniche rispetto ai suoni che tutti abbiamo. Per non parlare della possibilità di hardware insert: l’ibrido apre un mondo di possibilità praticamente infinite, o limitate solo dalla creatività del compositore/produttore.

 

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