Novation Bass Station II – Video Recensione

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Novation Bass Station II è un synth analogico monofonico di recentissima concezione del costruttore inglese Novation, gruppo Focusrite. La versione 2 si basa sul Bass Station 1, che fu rilasciato sul mercato nel lontano 1993.

Novation Bass Station II - recensione Alberto DatiDue oscillatori, un sub-oscillatore e un generatore di white noise, tre filtri (LP, BP e HP) a 12 e 24db per ottava, 2 LFO syncabili via clock (midi e USB), inviluppo ADSR assegnabile all’amp o al filtro, e una versatile sezione di arpeggiatore e step-sequencer, ne fanno una macchina potentissima. Come se non bastasse, il Bass Station II dispone anche di un ingresso di linea esterno, che indirizza il segnale alla sezione del filtro e dell’output: questo segnale è quindi sommabile a quello degli oscillatori, per risultati a dir poco sorprendenti. Una feature che da sola vale l’acquisto della macchina in questione.

La cosa che più mi ha colpito, una volta messe le mani sullo strumento, è comunque stata la rapidissima curva di apprendimento. Abituato agli arzigogolii della sintesi FM, disegnare il suono con il Bass Station mi è parso estremamente facile e intuitivo, purchè si abbiano le conoscenze di base indispensabili. I filtri e i due stadi di distorsione (uno pre-filter e uno in uscita) suonano grassi e pieni, il tono generale del synth è molto corposo (forse alle volte troppo muddy nei medi, ma la cosa non è sempre un difetto ed è facilmente aggirabile con un notch), e si può letteralmente perdere l’udito tirando a 10 la resonance del filtro e il ring modulator sull’output.

Più in generale balza all’occhio l’incredibile versatilità dello strumento, in grado di generare sub-basse ricche di armoniche, lead synths taglienti e noises di varia natura, tutti gestibili in tempo reale hands-on. L’aftertouch può essere assegnato al filtro, alla speed di LFO2 e al pitch, cosa che permette di creare al volo wobble-basses e lead che generano movimenti imprevedibili e bellissimi (ma tutti controllabili via MIDI over USB da qualunque DAW). Così come la sezione di arpeggiatore/sequencer, per quanto classica, mi riporta all’istante in una dimensione che sa di Dark Side of The Moon, se non altro per l’intensivo uso di arpeggiatori e step sequencer di cui fecero uso i Pink Floyd in quel disco.

 

Il video allegato a questa recensione è un demo che riguarda proprio l’arpeggiatore: nella breve live performance caricata l’ho adoperato soprattutto come generatore di suoni astratti, pure rimanendo confinato in una rigida struttura ritmica in 4/4. Ho dapprima modulato il filtro LP Acid a 24dB, e ho quindi cercato di ottenere le variazioni dinamiche giocando sul decay dell’amp, sull’inviluppo della modulazione e su un LFO assegnato al pitch dell’oscillatore 1 e controllato dalla Modwheel.

In fase di mix, ho solo aggiunto un riverbero a molla Accutronics su un canale Aux, in modo da ottenere un ambiente “coevo” alla sintesi analogica. Come si vede e, soprattutto, si sente nel video di Youtube.

Conclusioni su Novation Station Bass II

In sostanza un ottimo acquisto, dato anche il prezzo di vendita del Bass Station II (meno di 500€). Consigliatissimo a chi si è stancato di suonare soft synths, a chi ha grande nostalgia dell’analog sound e a chi non ne ha mai notato la differenza.

 

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